Massi Farina presenta “ROMA”: il videoclip firmato da Alessandro Di Carlo
- 21 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Il 21 aprile non è una data qualsiasi: è il giorno in cui si celebra la nascita della Capitale. Ed è proprio in questa occasione simbolica che Massi Farina pubblica il suo nuovo singolo, “ROMA”, un brano intenso che scava nel rapporto profondo, contraddittorio e viscerale tra un artista e la sua città.
In contemporanea all’uscita del singolo, debutta anche il videoclip ufficiale sul canale YouTube dell’artista. A guidare il progetto visivo è ancora una volta Alessandro Di Carlo, regista e mente creativa dietro Unpardeframe, che firma una regia capace di tradurre in immagini la complessità emotiva del brano.
Girato interamente nello spazio romano “La Bottega degli Artisti”, il videoclip punta su un’estetica essenziale ma densa, costruita in tempi rapidi ma con una forte identità visiva. La regia di Alessandro Di Carlo si concentra sulle persone, sui volti e sulle atmosfere, trasformando l’ambiente in un microcosmo che riflette Roma stessa: viva, caotica, affascinante.

Il progetto si arricchisce grazie alla partecipazione di diverse figure che contribuiscono a dare spessore alla narrazione: tra queste il divulgatore YouTube Padre Kayn e l’attore Fernando Di Virgilio, che interpreta il personaggio di “Er Barone”, aggiungendo un tocco teatrale e simbolico al racconto.
Dal punto di vista tecnico, il videoclip si regge su una collaborazione ormai consolidata: il lavoro del cameraman e regista Li Zhang (Mudwallfilm) e la direzione della fotografia di Paco Rianna contribuiscono a costruire un linguaggio visivo coerente, che negli anni è diventato parte integrante dell’identità artistica di Massi Farina. Non è un esperimento isolato, ma il risultato di un sodalizio creativo che continua a evolversi.
Un racconto oltre la celebrazione

“ROMA” evita deliberatamente la retorica. Non è una cartolina, né un omaggio superficiale. È un racconto più scomodo, più vero.
La città viene rappresentata come un’entità quasi umana: un’amante seducente ma distante, capace di farti sentire speciale senza appartenerti mai davvero. Una presenza magnetica, piena di contraddizioni, dove la bellezza convive con la fatica quotidiana.
Il brano si muove su questo equilibrio instabile: da una parte la grandezza storica, artistica e culturale; dall’altra le criticità concrete che chi vive Roma conosce fin troppo bene. Eppure, il punto non è scegliere tra amore e critica. Il punto è che convivono.
Ed è qui che la regia di Alessandro Di Carlo fa la differenza: non illustra semplicemente il testo, ma lo interpreta, costruendo un immaginario coerente con questa tensione emotiva. Non idealizza Roma, ma la osserva da dentro.
Un legame che non si spezza

Il cuore del brano resta universale: chiunque abbia vissuto davvero Roma riconosce quel legame difficile da spiegare e impossibile da recidere.
Puoi andartene, puoi prendere le distanze, ma resta qualcosa. E prima o poi torna a chiamarti.
Con “ROMA”, Massi Farina realizza una delle sue interpretazioni più personali, trasformando un’esperienza intima in qualcosa di condivisibile. Un lavoro che funziona proprio perché non cerca di essere perfetto, ma autentico.
Un viaggio tra amore e disillusione, tra appartenenza e libertà. Perché Roma non è solo una città. È una presenza. E non smette mai di farsi sentire.

A rendere ancora più concreta questa visione contribuisce anche il lavoro sul casting, che trasforma figure e simboli della città in presenze vive all’interno del racconto. Accanto a Massi Farina, che resta il centro emotivo del progetto, troviamo Roberto Santini nei panni del barista e Francesca Buonanno in quelli della cartomante, due figure quotidiane ma cariche di significato.

A popolare questo microcosmo ci sono anche Floriana Fiorentini, Mariarosaria Riccio e Ivan Roselli, “i ragazzi del bar”, presenza corale che restituisce il senso di comunità e appartenenza.
Il livello simbolico si rafforza attraverso le modelle, che incarnano alcuni dei luoghi più iconici della città: Stefania Amodio dà corpo al Pantheon, Sabrina Diamanti alla Fontana di Trevi, Meghi Cicatiello al Colosseo Quadrato, mentre Maila Lampisti interpreta la Bocca della Verità.
A completare il lavoro, una componente tecnica che sostiene senza mai sovrastare la visione registica: il fotografo di scena Ugo Palopoli, il lavoro su make-up e costumi di Anna Pennaforte e gli interventi di body painting firmati da Samantha Polini contribuiscono a dare coerenza visiva e identità ai personaggi.
Una scelta che non è solo estetica, ma concettuale: Roma smette di essere sfondo e diventa corpo, volto, presenza. Esattamente come suggerisce il brano.





Commenti